Comunicato Stampa – Roma, 4 febbraio 2019

Cassazione, maternità surrogata vietata anche gratis

Brandi e Coghe (Pro Vita e Gen. Fam): “Finita la grande menzogna sull’utero in affitto”

“Finita la grande menzogna. Smascherati gli avvelenatori del pozzo. Se confermato quanto sta circolando in queste ore sul web, la Cassazione riconosce la verità per cui da sempre ci impegniamo: l’utero in affitto è sempre e comunque un reato” è il primo commento dei presidenti di Pro Vita e Generazione Famiglia (tra le associazioni promotrici del Family Day), Toni Brandi e Jacopo Coghe, dopo la decisione della sesta sezione penale della Corte di Cassazione (con la sentenza n. 2173, depositata lo scorso 17 gennaio),di condannare una coppia e anche la madre naturale per il reato di “affidamento a terzi di un minore” anche se gratuito, in violazione dell’articolo 71 della legge 184/1983, intitolata “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori“.

“Finalmente si ristabilisce la verità: il corpo umano non è uno strumento di produzione per altri e questo anche se le madri naturali si prestano a titolo gratuito a concepire e partorire un figlio che non sarà loro” hanno proseguito Brandi e Coghe.

“Ora che è stato ribadito il divieto nel nostro Paese di ogni pratica di utero in affitto – hanno concluso i due presidenti – speriamo che quanti politicamente avevano sostenuto questa possibilità come mezzo di libertà per le donne se ne facciano una ragione. E visto che la condanna conferma anche che il nostro ordinamento prevede un aggravamento della pena nel caso in cui il reato sia commesso da un suo genitore, questa per l’Italia, per la vita e per i diritti, è una sentenza storica”.

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