UNAR/GENERAZIONE FAMIGLIA: MIUR SMANTELLI COLONIZZAZIONE LGBT NELLE SCUOLE

“Lo scandalo dei finanziamenti UNAR ad enti che organizzano stabilmente orge nelle loro sedi dando spazio anche a documentati fenomeni di prostituzione assume caratteri ancor più raccapriccianti se si considera che le stesse associazioni, anche qui spesso tramite la sponda complice dell’UNAR, sono proprio quelle che entrano nelle scuole italiane di ogni ordine e grado per rieducare i nostri figli e nipoti sui temi delicatissimi della sessualità e dell’affettività”. Lo afferma in una nota Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, a margine dello scandalo sollevato dal programma televisivo Le Iene che ha portato alle dimissioni del direttore dell’UNAR Francesco Spano.

Grazie ai meccanismi di illecito favoritismo politico ed economico come quello smascherato in queste ore negli ultimi anni le associazioni LGBT hanno militarmente colonizzato tutti gli enti che, dall’UNAR ai vari dipartimenti del Ministero dell’Istruzione, si occupano a vario titolo di accreditare l’ingresso nelle scuole italiane di soggetti e progetti che dovrebbero insegnare ai nostri figli la liberazione sessuale da presunte concezioni stereotipate dell’essere uomini e donne. Generazione Famiglia lo denuncia sin dai tempi della Strategia Nazionale LGBT, finanziata proprio dall’UNAR con 10 milioni di euro nel 2013 e che portò alla stampa degli opuscoli sull’educazione sessuale curati dall’Istituto Beck e sponsorizzati anche dal Ministero dell’Istruzione, poi bloccati dalle prime di quelle eroiche reazioni popolari che portarono poi al grande Family Day del 20 giugno a Roma.

Proprio l’Anddos, l’associazione al centro dello scandalo UNAR di queste ore, risulta attiva promotrice a Roma del progetto “Sessualità e Differenze“, in collaborazione con l’associazione SCOSSE della rete Educare alle differenze. Il progetto di Anddos mira a diffondere negli ambienti scolastici il “diritto all’informazione sessuale” secondo quanto disposto dagli Standard sull’Educazione Sessuale in Europa diffusi nel 2010 col patrocinio dell’OMS. Un documento dal valore pedagogico contestatissimo che raccomanda, tra il resto, di rivolgere informazioni sulla “masturbazione infantile precoce” ai bambini nella fascia d’età 0-6 anni. Il progetto di Anddos si concentra sull’informazione sessuale di giovani e adolescenti come forma di contrasto al diffondersi di malattie veneree come l’AIDS. Ci pare assurdo immaginare che abbia titolo per affrontare questo discorso chi organizza nelle proprie sedi occasioni di assoluta promiscuità come quelle documentate da Le Iene che sono sempre state indicate da tutte le autorità sanitarie come le prime cause di moltiplicazione dei fattori di rischio infettivo.

È giunto davvero il momento di smantellare il monopolio LGBT nelle scuole italiane, iniziando con il blocco immediato di tutti i progetti sulla sessualità e sull’affettività in cui questi enti sono coinvolti. Chiediamo al Ministro Fedeli che convochi con urgenza un tavolo ministeriale straordinario dove poter portare le centinaia di denunce che ci sono giunte in questi anni e dove poter indicare con precisione dove, come e quando questi soprusi continuano a verificarsi. Quando si parla di educazione di minori, specialmente su temi così intimi e delicati, l’interlocutore del MIUR deve essere soltanto uno: le famiglie italiane e le associazioni che le rappresentano.

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