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La sentenza con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per l’allontanamento di un minore dalla coppia che lo aveva ottenuto sfruttando all’estero la barbara pratica dell’utero in affitto, allontanamento ratificato dai tre gradi di giudizio interni al nostro ordinamento, si pone in contrasto con i principi e i valori della Costituzione italiana.

Come sentenziato a novembre dalla Corte di Cassazione, che ha legittimato l’allontanamento di un altro minore all’esito di una simile vicenda, “il divieto di pratiche di surrogazione di maternità è certamente di ordine pubblico, come già suggerisce la previsione della sanzione penale, di regola posta appunto a presidio di beni giuridici fondamentali. Vengono qui in rilievo la dignità umana – costituzionalmente tutelata – della gestante e l’istituto dell’adozione (…) governato da regola particolari poste a tutela di tutti gli interessati, in primo luogo dei minori (…)” (Cass. Sez. I Civ. sent. 24001/14).

La sentenza della Corte di Strasburgo non riguarda in alcun modo il merito delle leggi vigenti in Italia, che vietano e puniscono il ricorso alla maternità surrogata, e sono quindi destituite di ogni fondamento le pressioni strumentali che già invocano interventi del Parlamento.

La Manif Pour Tous Italia chiede al Governo italiano di opporsi con forza alla sentenza per salvaguardare l’ordine pubblico dell’ordinamento italiano e il più rilevante valore di dignità umana espresso dalla nostra Costituzione, gravemente leso dalla pratica dell’utero in affitto. La Manif chiede inoltre che lo stesso Governo si faccia promotore in tutte le sedi internazionali di un comune sforzo per porre un argine all’inquietante mercato dei figli in atto.

La Manif Pour Tous Italia

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