Venerdì 10 novembre si è svolta a Milano l’udienza davanti al Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, che aveva il compito di risolvere il contenzioso tra il Comitato di Controllo dello IAP e le associazioni CitizenGO e Generazione Famiglia. Il Comitato di Controllo ha ribadito il proprio giudizio: affermare con perentorietà che “i bambini sono maschi e le bambine sono femmine” è “nel complesso discriminatorio”. CitizenGO e Generazione Famiglia hanno invece presentato una corposa memoria difensiva in cui hanno dimostrato che l’oggetto della campagna non era affatto un giudizio sulla condizione delle persone transessuali, ma sull’azione di chi prova a imporre a bambini e bambine comportamenti propri del sesso opposto.

 

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