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Dall’esito referendario della Croazia emerge chiaramente che QUANDO AL POPOLO È LASCIATA LA POSSIBILITÀ DI ESPRIMERSI, SCEGLIE LA FAMIGLIA NATURALE. Malgrado una violenta opposizione laicista (da parte di Governo, stampa ed Università) che ha cercato di impedire la consultazione referendaria, scoraggiando così la partecipazione al voto, che anche per questo motivo è stata bassa (35%), la Croazia ha detto no alle nozze gay: il 65% dei votanti ha scelto di inserire nella Costituzione il divieto ai matrimoni omosessuali. E’ ovvio a tutti che i non votanti intimoriti dalla presa di posizione di Governo e stampa, in particolare, sono stati proprio i sostenitori del SI. In questo quadro il risultato è eccellente. Certo, ora gli altri governi, compreso il nostro, saranno sempre più convinti dell’opportunità di TOGLIERE ALLA GENTE LA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE, cominciando ad approvare leggi contro l’omofobia (ove non siano già oltre). Noi, comunque, dal voto croato, dobbiamo trarre motivazioni nuove e spunti nuovi per le nostre iniziative, a favore della libertà d’espressione e della famiglia naturale.

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