Comunicato Stampa                                                                                                                                                                  21 settembre 2017

GENDER: PARTE IL TOUR ITALIANO DEL BUS DELLA LIBERTÀ

Sabato 23 settembre partirà da Roma l’edizione italiana della campagna contro l’ideologia Gender nelle scuole che ha già suscitato clamore in Spagna, Germania, Stati Uniti, Sud America. Le associazioni promotrici denunciano: “È in pericolo la libertà di insegnare l’ovvio ai nostri figli”.

Anche in Italia come in altre parti del mondo è sempre più in pericolo la libertà delle famiglie di insegnare l’ovvio ai loro figli, come il fatto naturale che i bambini sono maschi e le bambine sono femmine.
Nel contesto sociale si moltiplicano infatti messaggi culturali, mediatici, politici e falsamente educativi fondati sull’ideologia Gender: cioè sull’idea che l’identità sessuale umana sia fluida e indipendente dall’essere nati maschi o femmine. In particolare, il messaggio va pericolosamente diffondendosi nelle scuole.

È per questo che CitizenGO Italia e Generazione Famiglia, associazioni da anni schierate a difesa del diritto di priorità educativa dei genitori, hanno deciso di replicare in Italia l’iniziativa contro il Gender già attuata con successo in altri contesti internazionali (Spagna, Germania, Stati Uniti, Sud America).

Il Bus della Libertà è un grande pullman di linea (52 posti) completamente colorato di arancione – il colore scelto per la campagna – che porterà per le strade d’Italia il messaggio: “I bambini sono maschi, le bambine sono femmine. La natura non si sceglie, Stop Gender nelle scuole”.

Il tour partirà da Roma questo sabato 23 settembre, alle ore 11:30, dal Piazzale dei Tribunali difronte la sede della Corte di Cassazione. Il luogo di partenza è stato scelto per richiamare i doveri della Suprema Magistratura rispetto agli evidenti abusi giudiziari che Tribunali e Corti hanno commesso negli ultimi anni in Italia riconoscendo indebitamente a coppie di persone dello stesso sesso di essere riconosciute come “doppi padri” o “doppie madri” di bambini a cui viene in tal modo negato il diritto esistenziale di essere e sapersi figli – come tutti – di un padre e di una madre.

Il tour farà tappa il 24 settembre a Firenze, dov’è peraltro previsto lo svolgimento in Consiglio Regionale di un convegno dedicato proprio al tema della “transessualità in età prescolare”; il 25 settembre a Milano; il 26 settembre a Brescia; il 27 settembre a Bologna, dove l’alto tasso di infiltrazione ideologica nel contesto scolastico della città e della Regione è stato recentemente certificato dal Comitato locale del Comitato Difendiamo i Nostri Figli; il 28 settembre a Bari e il 29 settembre a Napoli, le cui amministrazioni locali hanno da tempo premuto l’acceleratore per la promozione di attività nelle scuole promosse dall’associazionismo LGBT.
Il tour rientrerà a Roma nel pomeriggio di sabato 30 settembre, per chiudersi con una manifestazione di famiglie in una piazza di successiva comunicazione.

L’annuncio del tour ha già suscitato reazioni violente e minacciose sui social network delle associazioni promotrici da parte di attivisti LGBT e di collettivi di sinistra, che hanno tentato di organizzarsi per far chiudere le stesse pagine online dai rispettivi gestori. Alcuni manifesti regolarmente affissi a Roma per pubblicizzare l’iniziativa sono stati imbrattati e vandalizzati.

Se, da una parte, chiunque ha il diritto di “sentirsi” ciò che preferisce, dall’altra i principi fondamentali della democrazia non tollerano che si tenti di indottrinare i figli altrui con massicce e mirate campagne cultuali, politiche e mediatiche esplicitamente volte alla cosiddetta “decostruzione degli stereotipi di genere”, se tra questi stereotipi si fa rientrare il fatto, appunto, che chi nasce maschio è un uomo, e chi nasce femmina è una donna.

Lo stesso Papa Francesco ha avuto modo di denunciare più volte la da Lui definita “colonizzazione ideologica” dell’ideologia Gender, che si inserisce nel contesto scolastico esattamente come facevano le propagande totalitarie nazi-fasciste del secolo scorso, modificando le strutture di pensiero elementari dei più giovani.
Il diffondersi di attività scolastiche sulla sessualità e sull’affettività fondate sull’ideologia Gender ad opera delle associazioni LGBT (Lesbiche-Gay-Bisessuali-Transessuali) è stato documentato negli ultimi anni da molte associazioni di genitori e famiglie, che hanno ribadito la loro viva preoccupazione anche al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli nel recente incontro avuto presso il Ministero, a file luglio.

In quella sede, le rappresentanze delle famiglie, tra cui CitizenGO Italia e Generazione Famiglia, hanno chiesto al Ministro Fedeli di approntare con urgenza una procedura standardizzata di consenso informato preventivo da richiedere alle famiglie prima dello svolgimento di qualsiasi attività scolastica inerente tematiche delicate come la sessualità, l’affettività e il temi cosiddetti “di genere”.

Le associazioni promotrici della campagna sul Bus della Libertà vigileranno sull’assenso prestato dal Ministro Fedeli circa la richiesta di consenso informato preventivo.

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